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Il grande parco di 40.000 mq dal classico impianto ottocentesco (recentemente iscritto nel registro dei parchi storici del Piemonte) comprende essenze di tutti i tipi tra cui spiccano farnie monumentali, ippocastani, faggi, cedri di tutte le varietà, magnifici taxodium sulla riva del laghetto, carpini, tassi, aceri, gingko biloba ecc.

Altrettanto Interessante la fauna: lepri, scoiattoli, volpi, tassi e diverse specie di uccelli popolano indisturbati il parco e possono essere facilmente osservati, anche dalle finestre della villa.

Viali e vialetti tracciano percorsi Ideali per jogging e bird watching.

Mappa Parco PDF

E’ possibile trovare una sezione riservata al nostro splendido parco nel: “Arte e natura. Centoventi Giardini Privati del Piemonte.” –Elena Accati; Editore Daniele Piazza

Villa Gropella

Percorrendo la campagna di Valenza, ad un certo punto un vialetto ci fa deviare dalla strada principale, conducendoci alle porte della grande tenuta della Gropella.

L’imponente villa settecentesca domina la proprietà, che si estende per quattro ettari sul retro e di fianco alla dimora, lungo un pendio che scende verso un laghetto artificiale. Un tempo occupato da vigne e cascine, il territorio appare oggi sistemato secondo i dettami dello stile paesaggistico all’inglese.

Il proprietario della tenuta, ora adibita ad agriturismo, ci accoglie allegramente e, smesse le vesti di giardiniere, ci accompagna per l’immenso parco.

Il terreno è movimentato e abilmente modellato in un modo che riscuoterebbe tutta l’approvazione dell’estroso ‘Capability’ Brown, e il tappeto erboso, che oggi ricopre anche dove un tempo serpeggiavano i sentieri, è costellato di essenze arboree magnifiche, che attirano lo sguardo a ogni passo quasi come le statue del Partenone al British Museum: imponenti cedri dell’Atlante e del Libano, con il loro fogliame verde-grigio contrastano con lo smeraldo cupo dei pini centenari mentre, poco lontano, crescono i pini corsi, slanciati con i loro tronchi candidi. La vera protagonista è, però, la monumetale farnia, che, dal fondo del pendio, estende per metri e metri, come possenti braccia, i suoi rami massicci carichi di foglie dalla tessitura inconfondibile, come se chiamasse a sé tutti gli altri alberi con un gesto della mano.

La zona più bassa del parco è pianeggiante, ombreggiata da un bosco di carpini e querce, e percorso longitudinalmente da un viale parallelo al laghetto: questo sembra quasi un ruscello, e crea un’atmosfera antica e irreale. La luce del sole entra filtrata dal bosco e dai tronchi slanciati ed eleganti dei Taxodium distichum che costeggiano l’acqua: in fondo il laghetto si dilata, e un ponte di pietra ci invita a risalire verso la villa, ma restiamo incantati ancora ad ammirare il riflesso dei cipressi calvi nell’acqua, mentre poco lontano una solitaria colonna corinzia ricoperta d’edera spicca in uno scuro ‘prato’ di Vinca.

All’estremità opposta del laghetto, dove un tempo c’era il tennis, sorge, solenne in mezzo al verde fresco dell’erba, un sarcofago romano incorniciato da due colonne.

Ritornati alla villa sostiamo davanti all’aranciera, nell’ala laterale dell’edificio: è un angolo improvvisamente domestico e mediterraneo, con i due melograni dorati a guardia della porta, i vasi in cotto con i limoni e la bordura di oleandri e lavanda, mentre di fronte, nella vasca circolare, lo specchio d’acqua è colorato da ninfee rosate.

È davvero un luogo pieno di suggestioni, dove il genius loci resiste, fortissimo, a qualsiasi intervento, anche grazie alla cura e all’amore dei proprietari per il parco: nuovi alberi vengono messi a dimora al posto di quelli morti, gli esemplari secolari sono attentamente mantenuti, presto il laghetto sarà ripulito completamente, e nuovi cipressi calvi saranno piantati lungo le sue rive per ricomporre il filare originale.

Prima di salutarci, il proprietario ci mostra fiero le splendide rose rampicanti che crescono sui muri della casa: una di queste, con i suoi boccioli di un rosso aranciato luminoso e insolito, piano piano allungherà i suoi rami ricurvi fino a raggiungere la camera da letto al piano superiore!

La poesia di questo parco, con il profumo fresco del sottobosco, ci accompagnano nel nostro viaggio di ritorno e per tutta la giornata.

 

Estratto dal libro ARTE E NATURA Centoventi giardini privati del Piemonte

Autore: Elena Accati

Daniela Piazza editore, http://www.danielapiazzaeditore.com/

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